Sono convinto che i concerti siano come una partita a scacchi. Ogni volta che varchi la soglia, ti siedi o ordini una birra, ci sono tantissime variabili che possono influenzare l’andamento del live e quello che ti porterai a casa. Ogni volta l’esperienza è diversa, condizionata dal pubblico, gli ospiti, il meteo e la location. A volte, tutti i fattori si incastrano così bene da riuscire a regalarti uno dei concerti più belli della tua vita. È il caso della data che vede i Rise Against come headliner, alRoad to Bayfest, Beky Bay, a Bellaria Igea Marina.
Il festival punk in riva al mare si è consolidato negli anni, portando sempre ospiti di spessore in una location che riesce a farti sentire a casa già dalla primissima volta. Con i piedi in mezzo alla sabbia, la brezza che profuma di salsedine e una birra ghiacciata in mano, mentre i tecnici sistemano l’impianto e passano canzoni punk classiche in sottofondo è impossibile non stare bene.
I Neval sono la prima band ad aprire la serata. Trio italiano che mischia industrial, hardcore ed elettropunk, riescono a portare sul palco il loro immaginario crudo, violento e distopico. Con un’ottima presenza scenica, soprattutto del frontman, attirano subito il pubblico trascinandolo per quello che sarà poi una delle serate punk più belle e riuscite che si possono vedere, almeno nella regioneEmilia Romagna.
Poco dopo il palco vede i Militarie Gun, da Los Angeles, esibirsi. Per essere una band formatasi di recente, nel 2020, l’attitudine è già quella dei giganti. Fra melodic hardcore e alternative rock riescono a scaldare definitivamente il pubblico e ad avviarlo verso il cuore della serata. Punti a favore per l’esecuzione durante il tramonto, che aggiunge al loro live il contrasto di un’atmosfera sognante, lasciando addosso la sensazione di quando si torna a casa e si appoggiano le chiavi sul tavolo, in corridoio.
Come dicevo, il cuore vivo della serata. I Bad Nerves, dall’Essex, Regno Unito. È una di quelle band che porta in giro per il mondo il profumo del suo luogo di origine. Pop punk, power pop e punk rock nel senso più classico, genuino ma anche intraprendente. A parte la grossa acclamazione da parte del pubblico, che ormai sta vivendo a pieno la blue hour, i Bad Nerves portano sul palco uno spettacolo a tutti gli effetti. Suonano come da studio, si muovono, l’intesa della band è alle stelle e questo, agli spettatori, arriva tutto. Una band bella da vedere oltre che da sentire, con uno stile riconoscibile tanto nella musica quanto nel portamento, nello spettacolo. Il frontman non sta fermo un attimo e anche chitarristi e bassista, che si scambiano, saltano, giocano con gli strumenti. È sempre bello vedere una band che si diverte sul palco, perché questo, al pubblico, arriva.
Poi gli artisti di punta, i Rise Against. Band storica del genere, formatasi a Chicago nel 1999, non hanno bisogno di presentazioni. Infatti, con il loro logo come sfondo del palco, appena si abbassano le luci, il pubblico grida impazzito. Salgono, iniziano subito a suonare. Il pogo è immediato, il pubblico canta assieme a Tim McIlrath, frontman, e lui fa cantare il pubblico. Uno scambio di quartine, di sguardi, parole e ritornelli fra pubblico e cantante che non si vede spesso ai concerti, di qualsiasi genere. Lo spettacolo mantiene un ritmo altissimo dall’inizio alla fine, anche se alterna canzoni di tanti album, alcune anche acustiche, come Swing Life Away, e l’effetto è un vero e proprio sali e scendi di emozioni, una partita a scacchi in cui anche le tre mosse successive non sono così sicure e l’esito non è mai scontato. La passione che muove quei ragazzi, quei musicisti, è palpabile nell’aria e chiunque, anche estraneo al genere, si sarebbe potuto emozionare vedendo sul palco delle persone con così tanta affinità, voglia di spaccare e di suonare bene.
Un live che lascia le farfalle nello stomaco, anche per la capacità dei Rise Against di fare la mossa giusta, posizionare la canzone giusta o fare una progressione di accordi che lascia ammaliati, con la voglia sulle labbra di chiederne ancora.
Nei live, come negli scacchi e come in tutte le cose in realtà, a volte si vince e a volte si perde. Ma con delle band del genere, in una location del genere, è impossibile andare a casa senza un bel ricordo incastrato fra il cuore e le tempie.
Riccardo Rinaldini