In Poche Parole: Warren Zevon
In poche parole è una rubrica senza ambizioni ma con un obiettivo: mettere in rilievo i testi, che inevitabilmente restano in secondo piano rispetto alla musica – specialmente quando sono in una lingua diversa da quella madre. Così si possono evidenziare le doti autoriali di alcuni artisti che vengono spesso considerati solo per la musica che producono e che sono, a tutti gli effetti, scrittori. Inoltre, queste piccole e non esaustive selezioni di versi consentono di guardare qualcosa che si pensa di conoscere a fondo da un nuovo punto di vista, scoprendone magari aspetti trascurati.
I testi originali vengono seguiti da traduzioni in italiano, con la consapevolezza che leggere poesia tradotta sia come fare la doccia con l’impermeabile e che, allo stesso tempo, queste facilitino la comprensione dei contenuti.
Qualche giorno fa sono entrato nel mio solito bar, alla solita ora, per bere il solito caffè prima di andare a lavorare. Sembrava una mattinata come le altre, ma non lo è stata. È stata infatti segnata da un’infausta conversazione, che ha visto protagonisti il sottoscritto e la persona dietro al bancone e che riporto di seguito (fedelmente).
“Ieri sono andato a sentire le Ceramiche Zevon, tributo a Warren Zevon.”
“Che cazzo stai dicendo?”
“Warren Zevon, il cantautore americano.”
“Mai sentito.”
Dopo questo rapido botta e risposta ho lasciato il bar, avvilito e senza caffè (ovviamente non ne avevo più voglia) ma con l’intenzione di dedicare un po’ di righe a Warren Zevon. Ora, onde evitare che i lettori di VEZ reagiscano come il mio interlocutore, presento brevemente questo artista a quanto pare poco noto.
Warren Zevon è nato a Chicago il 24 gennaio 1947 ed è morto il 7 settembre 2003. Figlio di un giocatore d’azzardo (e già questa nota biografica da fuorilegge dovrebbe renderlo indimenticabile), a sedici anni è partito a bordo dell’auto vinta al gioco dal padre (la fortuna gira) alla volta di New York dove ha provato a sfondare come musicista pubblicando Wanted Dead or Alive nel 1969. Non ce l’ha fatta. In seguito ha scritto jingle pubblicitari, composto qualche canzone per qualche film (ce n’è una in Un uomo da marciapiede, che però non canta lui) e collaborato con gli Everly Brothers fino a che non ha trovato, insieme/grazie all’amico Jackson Browne, una parvenza di notorietà con Mohammed’s Radio. Da quel momento ha inanellato una serie di successi, comunque sempre modesti, come Werewolves of London (poi usata da Ligabue per la colonna sonora di Radiofreccia e da Kid Rock che, mescolandola a Sweet Home Alabama come fossero colori primari, ha ottenuto All summer long) e Jeannie Needs a Shooter, scritta insieme a Springsteen, per citarne un paio. That’s all folks! Si potrebbe aggiungere che ha fondato un gruppo insieme a Mike Mills, Peter Buck e Bill Berry che è durato il tempo di un disco (nel senso che l’unico album pubblicato dai quattro, con il nome di Hindu Love Gods, consiste di dieci cover, perlopiù blues, registrate in presa diretta e pressoché mai provate prima di entrare in studio), ma fondamentalmente questo è tutto.
Non si può dire fosse un uomo misterioso, era anzi piuttosto genuino, ma era senz’altro schivo per cui non ha mai fatto molto parlare di sé (ecco, forse, il perché di quella sconsiderata risposta mattutina); ha preferito dedicarsi alla musica, con grande coerenza e onestà intellettuale fino all’ultimo dei suoi giorni. Letteralmente fino all’ultimo dei suoi giorni: due settimane prima che morisse, a soli 56 anni, è uscito un disco di brani inediti registrati con il gotha del rock americano. Si intitola The Wind, si apre con Knockin’ on Heaven’s Door e si chiude con Keep me in your heart; è un testamento artistico, autoironico e poetico, un album meraviglioso e toccante. A pochi mesi dalla sua scomparsa, ben consapevole di essere gravemente malato, fu ospite per l’ennesima volta del suo buon amico David Letterman al quale disse, con la solita arguzia, di aver capito quanto fosse importante “Enjoy every sandwich” e al quale in camerino (niente momenti strappalacrime davanti alle telecamere per far salire lo share) regalò la sua chitarra preferita chiedendogli di prendersene cura. Ecco chi era Warren Zevon, un gentiluomo, vero e brillante, forse troppo poco appariscente per essere ricordato dalle masse.
A quest’indole gentile, sensibile si contrapponeva poi la parte avventurosa e selvaggia, che emergeva nelle grida sguaiate durante i concerti e nelle scorribande alcoliche in Sudamerica che raccontava con piglio kerouachiano nelle sue canzoni. Un dualismo evidente nelle immagini, quella di copertina e quella interna, del suo terzo album, Excitable Boy: nella prima un ragazzo con i riccioli d’oro e gli occhialini da secchione (lui), nella seconda una pistola appoggiata in un piatto di verdure. Che tipo, Warren Zevon! Il tipo che Hank Moody ascolta in Californication quando finisce un libro, quello che riesce ad infilare la parola Perestroika in una canzone, l’unico cantautore le cui canzoni sono state interpretate da Bob Dylan e da Adam Sandler; quale altro artista sarebbe riuscito a fare finire nella stessa frase e nello stesso album lo scorbutico menestrello di Duluth, nobel per la letteratura, e il buffo e goffo protagonista di 50 volte il primo bacio?
Poeta e sognatore, cantastorie e disgraziato, fine autore di ballate folk sul senso di colpa e di vorticosi rock and roll su assurde visioni, a tratti pulp, a tratti impegnato, sempre ironico, pianista, chitarrista, cantante, sostituto di Paul Shaffer al David Letterman Show, indefinibile e unico. Enjoy every sandwich (and every word)!
Lawyers, Guns and Money da Excitable Boy, 1976
I went home with a waitress the way I always do
How was I to know she was with the russians, too?
I was gambling in havana, I took a little risk
Send lawyers, guns, and money
Dad, get me out of this, hiyah!
I’m hiding in honduras, I’m a desperate man
Send lawyers, guns, and money
The shit has hit the fan
(Sono andato a casa con la cameriera come sempre/ come facevo a sapere che anche lei era con i russi?/
stavo giocando d’azzardo all’Avana, mi sono preso un rischio/ manda avvocati, pistole e soldi/ papà, tirami fuori da tutto questo/
sono nasconto in Hondurs, sono disperato/ manda avvocati, pistole e soldi/ sono nella merda fino al collo)
The Heartache da Sentimental Hygiene, 1987
Shadows falling in the noonday sun
Blue feeling to the maximum
Look what happens when you love someone
And they don’t love you
The heartache, the risk you run
The chance you take when you love someone
And the sorrow for the lonely one
When the heartache comes
Never thought I’d be alone like this
Guess I should have been a realist
That’s the trouble with relationships
They end too soon
And the darkness falls
And the rain comes down in the midst of spring
There’s a sadness in the heart of things
(Calano le ombre nel sole di mezzogiorno/ la tristezza tocca l’apice/ è quello che succeed quando ami qualcuno/ che non ti ama/
male al cuore, il rischio che corri/ tenti la sorte quando ami qualcuno/ e il dolore per le persone sole/ quando arriva il male al cuore/
non pensavo sarei più stato così solo/ avrei dovuto essere realista/ è questo il problema con gli amori/ finiscono troppo presto/
e cala l’oscurità/ e cade la pioggia in primavera/ c’è tristezza nel cuore delle cose)
Werewolves of London da Excitable Boy, 1976
I saw a werewolf with a Chinese menu in his hand
Walking through the streets of SoHo in the rain
He was looking for the place called Lee Ho Fook’s
Gonna get a big dish of beef chow mein
You hear him howlin’ around your kitchen door
You better not let him in
Little old lady got mutilated late last night
Werewolves of London again
Well, I saw Lon Chaney walkin’ with the Queen
Doin’ the werewolves of London
I saw Lon Chaney Jr. walkin’ with the Queen, uh
Doin’ the werewolves of London
I saw a werewolf drinkin’ a piña colada at Trader Vic’s
And his hair was perfect
(Ho visto un lupo mannaro con un menù cinese in mano/ camminare nella pioggia per le strade di Soho/ stava cercando un posto chiamato Lee Ho Fook’s/ per prendere un gran piatto di manzo chow mein/
se lo senti ululare fuori dalla tua cucina/ faresti meglio a non farlo entrare/ una vecchietta è stata mutilata la notte scorsa/ ancora i lupi mannari di Londra/
Bene, ho visto Lon Chaney camminare con la regina/ facendo il lupo mannaro di Londra/ ho visto Lon Chaney, Jr. camminare con la regina/ facendo il lupo mannaro di Londra/ ho visto un lupo mannaro bere una piña colada da Trader Vic’s/ i suoi capelli erano perfetti)
Boom Boom Mancini da Sentimental Hygiene, 1987
From Youngstown, Ohio, Ray “Boom Boom” Mancini
A lightweight contender, like father like son
He fought for the title with Frias in Vegas
And he put him away in round number one
When Alexis Arguello gave Boom Boom a beating
Seven weeks later he was back in the ring
Some have the speed and the right combinations
If you can’t take the punches, it don’t mean a thing
When they asked him who was responsible
For the death of Duk Koo Kim
He said, “Someone should have stopped the fight
And told me it was him.”
They made hypocrite judgements after the fact
But the name of the game is be hit and hit back
Hurry home early hurry on home
Boom Boom Mancini’s fighting Bobby Chacon
Hurry home early hurry on home
Boom Boom Mancini’s fighting Bobby Chacon
(Ray “Boom Boom” Mancini da Youngstown, Ohio/ un lottatore dei pesi leggeri, tale padre tale figlio/ ha combattuto con Frias a Las Vegas per il titolo/ l’ha sistemato al primo round/
poi Alexis Arguello ha battuto Boom Boom/ ma sette settimane dopo era di nuovo sul ring/ alcuni hanno la velocità e le giuste combinazioni/ ma se non sai incassare il colpo, non conta niente/
quando gli hanno chiesto chi fosse responsabile/ della morte di Duk Koo Kim/ ha detto: “qualcuno avrebbe dovuto fermare il combattimento”/ hanno fatto commenti ipocriti dopo l’accaduto/ ma questo è il gioco, prendere un colpo e restituirlo/
vieni a casa, vieni a casa presto/ Boom Boom Mancini sta sfidando Bobby Chacon)
Keep me in your heart da The Wind, 2003
Shadows are falling and I’m running out of breath
Keep me in your heart for a while
If I leave you, it doesn’t mean I love you any less
Keep me in your heart for a while
When you get up in the morning, and you see that crazy sun
Keep me in your heart for a while
There’s a train leaving nightly called “When all is said and done”
Keep me in your heart for a while
Sometimes when you’re doing simple things around the house
Maybe you’ll think of me and smile
You know I’m tied to you like the buttons on your blouse
Keep me in your heart for a while
Hold me in your thoughts, take me to your dreams
Touch me as I fall into view
When the winter comes, keep the fires lit
And I will be right next to you
Engine drivers headed north to Pleasant Street
Keep me in your heart for a while
These wheels keep turning, but they’re running out of steam
Keep me in your heart for a while
(Stanno calando le ombre ed io non ho più fiato/ tienimi nel tuo cuore per un po’/ Se ti lascio non significa che non ti amo più/ tienimi nel tuo cuore per un po’/
quando ti alzi al mattino e vedi questo sole pazzo/ tienimi nel tuo cuore per un po’/ c’è un treno notturno che sta partendo chiamato “quando tutto è detto e fatto”/ tienimi nel tuo cuore per un po’/
qualche volta quando farai cose semplici in casa/ forse penserai a me e sorriderai/ sai che sono legato a te come i bottoni alla tua camicetta/ tienimi nel tuo cuore per un po’/
stringimi nei tuoi pensieri, conducimi nei tuoi sogni/ toccami mentre ricado nella tua vista/ quando arriverà l’inverno, tieni vivo il fuoco e io sarò lì vicino a te/
il macchinista è diretto a nord di una piacevole corrente/ tienimi nel tuo cuore per un po’/ queste ruote continuano a girare ma non stanno esaurendo le forze/ tienimi nel tuo cuore per un po’)
Senza farci caso, dopo alcuni giorni di riflessione, mi sono messo a scrivere questo articoletto il 7 settembre 2026, a 23 anni esatti dalla prematura morte di Warren Zevon, che ora può dormire.